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la radio nelle valli ... Val Bisagno Genova

 

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ecco le due più importanti vallate genovesi

Molassansa era così nel 1920


adesso è così nel 2017

Non bisogna scomodare scienziati e studiosi per capire che ... se piove l'acqua fa danno ... 

Nel 1920 se il Bisagno faceva capricci allagava campi danneggiava le cantine delle due case al massimo poteva travolgere qualche persona o carro per strada se la piena era improvvisa ma ai giorni nostri purtroppo le case e le strade sono aumentate, Gli alberi sono diminuiti e c'è il rischio che purtroppo l'acqua uccida.

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Questo non è un torrente ma ma la "crêuza" (la salita) sotto casa ... durante un recente nubifragio.
 

 e questo è il dopo ...

Ognuno deve fare la propria parte 
 
L' A.R.P.A.L. emette gli avvisi www.arpal.it 
 
Il Sindaco comunica alla cittadinanza www.comune.genova.it/Meteo
 
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E noi radioamatori???
 
 
Nel volontariato di Protezione Civile esistono alcune realtà associative che si dedicano in modo professionale ed esclusivo al settore telecomunicazioni.
Possiamo di seguito elencare quelle più rappresentative a livello nazionale:
A.R.I.  Associazione Radioamatori Italiani, C.I.S.A.R. Centro Italiano Sperimentazioni ed Attività Radiantistiche, R.N.R.E. Raggruppamento Nazionale Radiocomunicazioni Emergenza, F.I.R.-CB Federazione Italiana Ricetrasmissioni Citizen’s Band, A.R.F.I Associazione Radioamatori Finanzieri Italiani.
Tutte queste associazioni si occupano, in vari modi, di radio-comunicazioni in emergenza ovvero provvedono, in caso di calamità, a garantire le comunicazioni tra le varie componenti della Protezione Civile con sistemi in grado di sostituirsi a quelli eventualmente andati in avaria (telefoni fissi e reti cellulari).
Successivamente al ripristino delle normali reti di comunicazione, queste associazioni mantengono attivo uno o più canali di back-up ovvero di comunicazioni alternative nel caso si dovesse ripresentare un problema di interruzione alle infrastrutture civili.
E’ un settore di intervento molto importante e delicato perché la comunicazione è l’asse portante delle operazioni di soccorso.
 
 
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Quello che facciamo noi radioamatori dela val Bisagno:

Prove radio SOLO PER I RADIOAMATORI con il nominativo !

- rapporto radio (RS)

- frequenza monitor VHF ===> 145.425 KHz
- luogo di transito (w.w. locator) 

Il range di copertura delle stazioni radio non è un elemento fisso, ma dipende da un certo numero di fattori quali:
a) La frequenza del segnale in uso;
b) La potenza del trasmettitore;
c) La dimensione del trasmettitore;
d) Le condizioni geografiche;
e) L'antenna
d) le condizioni atmosferiche e del sole in un certo istante (radiopropagazione).

perchè usiamo le VHF: per 

1) portabilità degli apparati

2) antenne contenute

3) costo contenuto degli apparati portatili "semplici"

Le motivazioni
Pur esistendo ponti radio nella vallata a nostro avviso è utile creare una Rete di radioamatori che si contattano con "regolarità" proprio sul territorio ed abbiano un'osservazione diretta in loco !
E si sentano in diretta per comunicare agli altri criticità che poi verranno inoltrate da chi può materialmente alle forze dell'ordine ed agli organi preposti al soccorso.
Non so voi ma per me quando c'è Buriana meglio averci una radio autoalimentata in mano!!!


 

quindi quando il meteo fa i capricci...


 

guardate anche questo link
NOTIZIE STORICHE tratte dal sito del Comune di Genova

Dal basso medioevo e fino al 1960 erano presenti in zona porto i “cadrai”, parola derivante probabilmente dall’inglese “to caterer”  procacciare cibo.
I ristoratori più creativi avevano trovato una nuova e interessante fonte di guadagno con l’impiego di “cadrai“: inviavano i loro  dipendenti, appunto  i “cadrai” su chiatte o gozzi che dovevano  accostarsi ai bastimenti appena giunti e ancorati alla fonda, per vendere, ai marinai affamati e stanchi per i viaggi interminabili, vivande e vino, ma più che altro scodelle con il tipico minestrone alla genovese ancora caldo e fumante, che, da grossi paioli di rame, veniva versato in scodelle poggiate su cestini di paglia poi issati sulla nave. 

Nel porto era frequente, non appena i grossi bastimenti attraccavano, sentire urlare “Cadrai, cadrai, gh’emmo  ‘n minestron”. I cadrai  fornivano  minestrone  ma  anche altre specialità genovesi: stokke, fugassa, torte savuie, fainâ, caffè e quarche bottiggia de gianco de Connâ. 
Naturalmente i cadrai portavano da mangiare anche ai lavoranti stabili del porto che non potevano perdere tempo e scendere al molo per il pasto. 
Dal 1895 al 1900, periodo di maggior fulgore dell'attività, risulta la presenza di circa 40 chiatte e gozzi da “cadrai” . 

Fin dall'antichità come direbbe ora venivano prodotte verdure a km 0
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