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Sardegna

Ossi dicembre 2009

alla scoperta di un antico nobile mestiere il pastore


ossi sassari

cari internauti ragazze e ragazze forse non tutti siete al corrente che il formaggio non nasce nei banchi frigo dei supermarket ... una volta mi avrebbero preso per scemo per questa affermazione ma oggi non è così vi faro' un reportage fotografico di come viene fatto il pecorino...

 ecco le operaie
pecore 

 

questo attrezzo chiamato in dialetto "legatoia" serve per tener ferme le teste delle operaie che vengono attratte con l'ingannno (fagioli secchi orzo e grano)per essere munte
 

legatoia 
legatoia

 

i mungitori

pastore

yuk

 questa gentil pastorella forse qualcuno la avrà sicuramente riconosciuta ...

pastorella

eccoci nel vivo risparmiandovi la fatica il sudore finalmente avviamo il latte in una pentola di rame stagnato si porta mescolandolo alla temperatura di 37 gradi centigradi (circa)

 

36gradi

 

mescolando si aggiunge il caglio

 

caglio

 lasciando riposare per circa 1 ora si ottiene questo

 

caglio3

caglio2

caglio

 

passiamo al lavaggio del legno ed alla compattazione del pecorino

compa

compa0

compa1 
yuk2

pressa

poi verrà lasciato nell'attrezzo di legno dopo qualche giorno messo nell'acqua e sale per qualche giorno e lasciato stagionare per fare poi la ricotta il resto del latte si fa bollire immediatamente ... ma Giancarlo era stanco e l'avanzo è finito in una zuppa con pane che hanno nutrito i cani pastori
cio' nonostante il giorno prima si era fatta una ricotta con sale che ora Franco provvede ad affumicare
bruciando rametti di intischio (chessa in sardo)

ricotta mustia

e finalmente dopo il formaggio e la frutta si mangia il dolce

riposo

Si ringrazia Giancarlo il mio compare e padrone di casa, per la squisita ospitalità gli altri intervenuti Angelino, Tore, Franco, Yukarina e figliola per la bella compagnia
Ho pubblicato questa pagina nell'intento di offrire il fondamento per la conservazione storica e di questo inestimabile elemento identitario che racconta le radici e il passato della nostra comunità, e che rimane impresso nella memoria di chi lo ha vissuto quando ancora questo modo di vivere era abituale.
Ancora più urgente è difendere e promuovere gli aspetti più significativi di questa antica arte presso le nuove generazioni in particolare, che, pur vivendo nel nostro contesto nativo, rischiano di non venirne più a conoscenza.

Questo è un immenso patrimonio storico, che rischia di essere totalmente dimenticato, sopraffatto dalla modernità e dai prodotti industriali.
Grazie, però, alla positiva caparbietà di Giancarlo, ancora oggi si può assaporano cose genuine dal gusto antico e meraviglioso, mantenendo inalterata la preziosità delle loro attività, seppur ammodernandosi con ciò che è necessario per agevolare la fatica e evitare qualche difficoltà.
Per tutto ciò, tutti noi, entusiasti ed estasiati, fra “sapori”, “colori”, “voci”, “rumori” abbiamo fatto un viaggio avventuroso alla ricerca ed alla scoperta di un antico mestiere della nostra preziosa civiltà…


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